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Recensione:

«René Guénon. L’initiateur»

La Lettera G  n° 9, pp. 113-116

     Possiamo perciò sostenere senza tema di smentita di aver fatto non solo qualcosa di diverso ma anche molto più di quanto era stato intrapreso finora nella stessa direzione; e diciamo questo con animo tanto più leggero in quanto, tutto sommato, il merito non è personalmente nostro ma della dottrina a cui ci ispiriamo, dottrina nei confronti della quale le individualità non contano. Da attribuire esclusivamente a noi sono invece le imperfezioni dell’esposizione, giacché queste sono inevitabili, per quanto grande sia stata la cura che vi abbiamo portato.

René Guénon


      La copertina del numero di febbraio-marzo 2008 della rivista francese «Initiations Magazine» è dedicata a «René Guénon. L’initiateur». È questo il titolo di un corposo articolo – il «Dossier Grand Personnage» – firmato da Jean-François Maury, caporedattore del magazine in questione, nel quale viene tratteggiato un profilo prevalentemente biografico del Fr Guénon, «criticato ma imprescindibile».

      Ci sembra utile sottoporre ai nostri lettori alcune delle questioni ivi toccate, se non altro per l’interesse che può rivestire, in questa come in ogni altra occasione, la chiarificazione – beninteso in una prospettiva iniziatica – di alcuni punti nodali della sua opera.

      Anzitutto, è degna di nota l’apertura del Fr Maury nei confronti di quella che egli definisce «metafisica dell’esoterismo che non è né storia delle religioni né storia delle idee, ma molto semplicemente la descrizione [récit] di una ricerca, la nostra». Si evince qui, nella particolare prosa del caporedattore di «Initiations Magazine», che l’opera di R. Guénon, rivolgendosi essenzialmente a coloro i quali aspirano a «conoscere se stessi»[1], ne indirizza implicitamente la ricerca verso un’organizzazione iniziatica in grado di fornire gli strumenti necessari a compiere questa intrapresa.

      Non possiamo che trovarci d’accordo. Di là dalle espressioni simboliche (e dalle diverse forme tradizionali cui esse sono afferenti) adoperate da R. Guénon per lasciar presentire la possibilità di questa «conoscenza», anche noi riteniamo essere quella massonica la via di favore per i fruitori della sua opera. E pure laddove alcune concezioni appaiano oriental styled a chi ancora non abbia colto nemmeno teoricamente l’idea di «universalità» – ovverosia, il sapersi anzitutto svincolare dai ristretti confini della propria «formazione culturale» –, da un altro punto di vista proprio tali espressioni simboliche (perché di ciò si tratta, appunto) si rivelano necessarie per favorire quella visione sintetica senza la quale ogni pretesa di realizzazione sarebbe del tutto vana. D’altronde, l’Oriente al quale Guénon fa riferimento è forse, per l’iniziato, altro dall’Oriente simbolico ove proviene la Luce della conoscenza? Altro dal luogo ideale ove – nel Tempio massonico – Atena risiede, con tutto quel che essa rappresenta? Una ponderata riflessione sulla sinonimia tra intellettualità e spiritualità, affermata da R. Guénon – non a caso – lungo tutta la sua opera e a più riprese, dovrebbe favorire la possibilità di dissipare ogni eventuale dubbio a questo proposito.

      Per quanto riguarda, invece, le informazioni documentarie sulla vita privata di Guénon, forse non sarebbe stato superfluo avvertire i lettori di «Initiations Magazine» di come esse siano generalmente[2] impiegate come «specchietto per le allodole» per distogliere l’attenzione dei lettori proprio da quella «ricerca, la nostra», che lo stesso Maury mette giustamente in relazione con il corretto atteggiamento da assumere (e mantenere) nei confronti dell’opera di R. Guénon e dei princìpi tradizionali da essa veicolati.

      Ma perché quest’azione dissuasiva, contraria a ogni reale approfondimento iniziatico? E quali sono le sue mire? È forse plausibile che i suoi promotori siano avversi all’opera di R. Guénon, in quanto si oppongano in se stessi all’idea d’iniziazione e a ciò che essa implica? Certo è che, siano essi «tradizionalisti letteralisti» con illusorie pretese all’esoterismo, o sedicenti «massonologi» alla ricerca di sterili riconoscimenti accademici, la posizione assunta e ostentata dagli «specialisti di Guénon» non è mai troppo distante da quella particolare forma di «antimassoneria» di cui Jean Reyor si è malauguratamente rivelato, a suo modo, un caposcuola.

      «Criticato ma imprescindibile» è dunque il Guénon presentato da «Initiations Magazine», con una definizione singolare ma, almeno per certi versi, calzante. Le stesse parole da noi citate in epigrafe, d’altronde, ci testimoniano come, ancora in vita il loro autore, fosse già chiaramente prevedibile il quadro che si stava delineando: i suoi detrattori non si sarebbero elevati a confrontarsi sul piano dottrinale – quello sì, «imprescindibile» –, ma avrebbero subdolamente speculato sulle poche notizie concernenti la sua sfera privata, da manipolare a proprio uso e consumo nella più triviale modalità scandalistica. In queste brevi note di lettura non ci possiamo inoltrare in approfondite considerazioni intorno ai limiti intellettuali a cui queste prese di posizione costringono[3]. D’altronde, non è questo il caso: spingendosi di là dalle apparenze – come sempre occorre fare in ambito iniziatico – l’atteggiamento complessivo di J.-F. Maury non disconosce l’importanza dell’opera di chiarificazione dottrinale condotta da R. Guénon e, tanto meno, le sue finalità.

      Per parte nostra, aggiungiamo soltanto che poteva essere proficuo – anche in un contesto editoriale come quello di «Initiations Magazine» – insistere sul ruolo attivo svolto da R. Guénon in ambito libero-muratorio, sia direttamente sia indirettamente: pensiamo ai suoi numerosi articoli consacrati al simbolismo e alla ritualità massonici, e in particolare a quelli – meno noti, soprattutto in Italia – raccolti da Roger Maridort negli Études sur la Franc-Maçonnerie et le Compagnonnage; pensiamo all’approfondimento simbolico operato da Denys Roman – sul solco tracciato dallo stesso Guénon – e alla sua felice espressione, riferita alla Massoneria, di «Arca Vivente dei Simboli»; pensiamo a iniziative del passato, come quella che aveva portato alla fondazione della Loggia «La Grande Triade»; ma pensiamo anche a iniziative del presente, come «La Lettera G», originata da una precisa aspirazione a «riunire ciò che è sparso».

      In definitiva, è rimarchevole il proposito di «Initiations Magazine» nel voler presentare ai propri lettori questo «grande personaggio». Ma qualora vi fosse l’occasione di pubblicare qualche pagina di approfondimento, a nostro avviso potrebbe rivelarsi una buona idea il dedicarla – questa volta – alla dimensione specificamente massonica della sua opera magistrale.

F. A.



note

  1. «Conosci te stesso» è anche il titolo scelto da J.-F. Maury per il suo editoriale, con cui si apre il numero di «Initiations Magazine» di cui stiamo trattando.

  2. Rientrano in questa casistica anche le fonti citate da J.-F. Maury per la sua «bibliografia selettiva»; tant’è che, a prescindere dalle sue intenzioni, purtroppo il «taglio» dell’articolo finisce per risentirne.

  3. Considerazioni che, peraltro, sono necessarie non solo per una profonda comprensione dottrinale, ma anche in funzione di un serio orientamento operativo. Per questo, rimandiamo i lettori agli articoli espressamente dedicati all’argomento dalla «Rivista di Studi Tradizionali» di Torino, ora raccolti nel volume di Pietro Nutrizio e altri, René Guénon e l’Occidente, Luni Editrice, Milano-Trento 1999.




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