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Cambiare mentalità
La Lettera G n° 1, pp. 17-32
(Estratti)
Il fatto che René Guénon abbia sempre considerato
con particolare riguardo tutto ciò che si riferisce
alla via iniziatica massonica, fin dai suoi primi
scritti comparsi su «La Gnose» e su «La France Anti-Maçonnique», è una di quelle cose su cui non
sembrerebbe necessario soffermarsi, se non
fosse per gli equivoci che a bella posta continuano
a essere diramati da certi ambienti. Eppure,
è sotto gli occhi di tutti quanto spazio la
sua opera dedichi espressamente all'iniziazione
massonica[1]; senza contare che, come ormai è da
tempo pubblicamente noto, verso la fine della
sua vita egli s’impegnò a sostenere certi tentativi
volti a favorire il risveglio dell’«operatività» in
seno alla Massoneria «speculativa». Anzi, a
giudicare dai contenuti delle sue numerosissime recensioni
toccanti argomenti di carattere massonico,
si direbbe che, nel corso degli anni, R.
Guénon non abbia mai smesso di lavorare in tal
senso, cercando di incoraggiare in questo
campo una rivivificazione delle tendenze spirituali
addormentate, cosa che egli si augurava più di ogni
altro che potesse avvenire[2].
Abbiamo individuato, proprio in una di tali
recensioni, un suo ammonimento che, sotto
questo profilo, a noi appare degno del massimo
interesse, tanto che abbiamo ritenuto opportuno
sviluppare in questo nostro studio alcune
delle conseguenze che in un’ottica «operativa»
se ne possono ricavare. Ecco un breve riassunto
dei punti più salienti di questa recensione, ora inclusa negli Études sur la Franc-Maçonnerie
et le Compagnonnage (tomo. I, pp. 244-47): prendendo
spunto da un articolo comparso sul «Mercure
de France», R. Guénon ne approfitta per indicare quale sia «l’unico vero rimedio» all’attuale
decadenza della Massoneria; esso consisterebbe
«nel cambiare la mentalità dei Massoni, o almeno
- egli precisa - di coloro tra di essi che
fossero capaci di comprendere la propria iniziazione,
ma ai quali, bisogna pur dirlo, non è stata
offerta l’occasione sinora [jusqu’ici]». E, in conclusione, aggiunge:
«Lavorare a “un raddrizzamento della
Massoneria in senso tradizionale”, nonostante
quel che dica “Inturbidus”, non significa “volere
la luna” né costruire tra le nuvole: si tratterebbe
soltanto di utilizzare le possibilità di cui si dispone,
per quanto ridotte possano essere, per
cominciare; ma in un’epoca come la nostra, chi oserà
intraprendere una tale opera?» [i corsivi, in ambedue
i casi, sono nostri].
Si osservi che nel primo dei due brani qui riprodotti,
anche se velatamente, si fa riferimento
a un fatto nuovo, a qualcosa intervenuto negli ultimi
tempi per far sì che possa prodursi quel
cambiamento di mentalità preconizzato da R. Guénon.
Orbene, tenuto conto che il valore proprio dei
riti e dei simboli custoditi dalla Massoneria sin
qui si è mantenuto sostanzialmente inalterato,
qual è l’elemento che è venuto ad aggiungersi
perché Guénon possa giudicare che i
membri di quest’ultima - debitamente qualificati
- dispongano ora dell’occasione di
prendere coscienza effettiva della propria iniziazione? [...]
L. M.
note
1. Si pensi, oltre che ai due importanti volumi consacrati
agli Études sur la Franc-Maçonnerie et le Compagnonnage, a testi
quali Considerazioni sull’iniziazione, Iniziazione e realizzazione
spirituale, L’esoterismo di Dante e La Grande Triade,
nonché ai numerosi capitoli d’interesse prettamente massonico
contenuti nei Simboli della Scienza sacra. Ma, a ben
vedere, in ogni scritto di R. Guénon si possono trovare
riferimenti, espliciti o impliciti, a ciò, poiché di fatto ogni
argomento fu da lui affrontato secondo un punto di vista
essenzialmente iniziatico.
2. A prova di quanto affermiamo, ecco un brano tratto da
un articolo pubblicato originariamente nel 1910, a firma
«Palingénius», riprodotto negli Études sur la Franc-Maçonnerie
et le Compagnonnage (tomo. II, p. 271): «Non si dovrebbe
mai dimenticare il carattere iniziatico della Massoneria,
che non è e non può essere, malgrado ciò che si sia detto,
né un club politico né un’associazione di mutuo soccorso.
Indubbiamente, non si può comunicare ciò che è inesprimibile
per essenza, e per questo motivo i veri arcani si
difendono da soli contro qualsiasi indiscrezione; ma si possono
almeno fornire le chiavi che permettano a ciascuno di raggiungere
l’iniziazione reale tramite i propri sforzi e la meditazione
personale, e si può anche, seguendo la tradizione e la pratica
costante dei Templi e Collegi iniziatici di tutti i tempi e di
tutti i luoghi, disporre colui che aspira all’iniziazione [effettiva]
nelle condizioni più favorevoli di realizzazione, e fornirgli
l’aiuto senza il quale gli sarebbe praticamente impossibile portare
a termine questa realizzazione» [i corsivi sono nostri].
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